FUNE DI VINCOLO

SI PRECISA CHE QUANTO ESPOSTO NEGLI ARTICOLI NON RAPPRESENTA, E NON PUÒ RAPPRESENTARE, NÈ LE POSIZIONI DELLA SEZIONE DI ROMA NÈ TANTOMENO QUELLE DELL'ASSOCIAZIONE, MA COSTITUISCONO MERAMENTE OPINIONI RIFERIBILI AL SOLO AUTORE.

Questa Europa ? No grazie.

Pare esista un piano segreto UE per espellere 80 mila afghani a condizione che il governo di Kabul sia d’accordo a riprendersi gli indesiderati. In cambio, per i consenzienti, ci potranno essere “incentivi” di natura diversa come, ad esempio, la offerta di posti per i figli della classe dominante di quel paese nelle migliori università europee. Ho scritto “pare“ ma tutto ciò è dettagliatamente espresso in un articolo apparso nei giorni scorsi sul quotidiano inglese “The Telegraph”, il quale dichiara di aver avuto accesso ad un documento classificato “Eu Restricted” dello External Action Service.

Sta di fatto che il prossimo ottobre, la UE ospiterà un vertice di donatori internazionali a favore dell’Afghanistan e che la stessa UE ha stanziato, per tale iniziativa, 1,4 miliardi da qui al 2020. L’Afghanistan non è certo un paese sicuro, con prospettive incoraggianti . La guerra che dura ormai da anni ha prodotto, soltanto nel 2015 , 11 mila morti civili. Da quelle parti, con buona pace di tutti, i Talebani stanno vincendo, la gente scappa, la miseria imperversa . Molti afghani, a causa di questa situazione, hanno venduto e stanno vendendo le loro povere cose con il miraggio di poter riparare in Europa. Ma anche i governanti che hanno motivo, più degli altri, di temere i Talebani, vogliono svignarsela o quanto meno mettere in salvo i loro figli, così strizzano l’occhio o favoriscono esplicitamente la proposta UE di rimpatrio di 80 mila profughi che saranno offerti, da quel momento, come vittime sacrificali ai Talebani in quanto fuggiaschi e perciò stesso traditori.

Tutto ciò, naturalmente, senza alcuna considerazione o minimo accenno a che e come abbia provocato la destabilizzazione dell’Afghanistan: uno squisito riguardo, una malcelata delicatezza diplomatica per il grande fratello d’oltre mare. Senza ricordare i nostri morti. Ma guardiamo più vicini a noi, nell’est europeo. Qui, tra l’altro, due milioni di ucraini sono già riparati in Polonia, anche per sfuggire ai reclutamenti forzati del regime di Kiev, che li vuole inviare a combattere la guerra del Donbass. Più di mezzo milione di questi rifugiati hanno ricevuto un permesso di lavoro.

Tutto ciò è stato inutilmente rappresentato da Varsavia a Bruxelles, la quale pretende anche che la Polonia si accolli quote di migranti mussulmani. Di fronte alla giustificata resistenza del governo polacco, cosa esce dal cilindro dell’oligarchia UE ? Ad aprile, la UE consentirà agli ucraini di poter entrare nella UE come “turisti “ senza visto. Un modo come un altro per forzare sfrontatamente la mano di una volontà popolare e metterla di fronte al fatto compiuto. Il risultato sarà un altro profluvio di immigrati che non avranno però gli stessi “diritti“ riconosciuti ai profughi siriani, iracheni, neri d’africa, diritti grazie ai quali non hanno bisogno di lavorare appunto perché assistiti con sussidi.

Gli ucraini invece, in quanto “ turisti“, non avranno diritto a nulla di tutto ciò e impareranno rapidamente, come già occorso ai loro connazionali, da tempo vittime della “generosità” europea, cosa significhi dover cercare e accettare lavori in nero, senza contributi assicurativi, senza ricevere le paghe pattuite. Insomma ad essi solo la dura condizione riservata ai clandestini. Gli ucraini potranno probabilmente stupirsi del fatto che loro, bianchi, cristiani, europei, vengano trattati peggio dei mussulmani, colorati o bianchi che siano. Questa, cari amici ucraini , è l’Europa che si sta costruendo: l’Europa che aspirate a raggiungere è la stessa che, sempre per obbedire al grande alleato, ha contribuito a destabilizzare il vostro paese. Una Europa che rinnega la propria storia e la propria tradizione, perdendo a poco a poco la sua identità.

I Popoli Europei non piacciono a chi guida gli oligarchi europeisti di Bruxelles: si lamentano dell’euro, votano per partiti “xenofobi”, rifiutano la solidarietà a senso unico e magari pretendono anche di difendere le loro identità. Tutto ciò agli occhi di qualcuno deve apparire come una pericolosa deriva: questo popolo non capisce, non si assoggetta e, peggio, pensa di essere detentore di una propria sovranità e magari di volerla difendere e decidere in nome e nell’interesse di questa . E’,dunque, divenuto imperativo intervenire per correggere questa devianza. La soluzione e la correzione non può essere che cambiare il popolo, mettendo in essere quella che può essere definita una ” grande sostituzione “. Anche per opporsi a questa, il parlamento polacco sta discutendo di innalzare uno sbarramento lungo il confine con l’Ucraina, le autorità polacche temono infatti che un gran numero di “profughi” medio-orientali possano giungere attraverso il corridoio ucraino dopo la chiusura di quello balcanico.

Quando ciò dovesse accadere, gli europeisti di Bruxelles bolleranno puntualmente il governo di Varsavia accusandolo di eccesso di sovranità, xenofobia, fascismo, negazionismo e, magari, cercheranno di stroncare la disobbedienza con l’arma delle sanzioni. D’altra parte, in ossequio alla necessità di procedere nella direzione di questa grande sostituzione, Bruxelles ha già concesso ai turchi l’entrata senza visto, aprendo così la strada ad alcuni milioni di nuovi cittadini europei, che potranno di fatto affluire anche da lì, s’intende come turisti, incontrollati e utili per cancellare i superstiti residui di identità, sovranità e appartenenza nazionale. L’europeo

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