FUNE DI VINCOLO

SI PRECISA CHE QUANTO ESPOSTO NEGLI ARTICOLI NON RAPPRESENTA, E NON PUÒ RAPPRESENTARE, NÈ LE POSIZIONI DELLA SEZIONE DI ROMA NÈ TANTOMENO QUELLE DELL'ASSOCIAZIONE, MA COSTITUISCONO MERAMENTE OPINIONI RIFERIBILI AL SOLO AUTORE.

Ricondizionamento...

Poi  il momento arriva...lo capisci quando entri nell'aereo e ti siedi…sembravano solo progetti, parole, un impegno preso con il proprio orgoglio, e invece no…E’ tutto vero….come trent'anni fa….sospeso lì nell'aria dentro l’aereo….è tutto come prima e tutto differente…. Aereo piccolino e stai seduto su una panca… i tuoi fratelli sono come quelli di un tempo ma non sono loro… ed io?

A parte tutte le solite frasi a metà tra filosofia, morale, poesia e fantasia romantica come: “ Parà per sempre, Parà si nasce, la Folgore qua  la Folgore là” e altre ancora… sarò in grado di uscire lì nel vuoto? e quel basco amaranto dentro la tasca laterale con cui farmi accompagnare in volo, rimarrà del suo colore glorioso e forse potrà risplendere ancora come tanti anni fa? Non lo so… so soltanto che guardo fuori dal finestrino dell’aereo e mi sembra di essere su in alto, tanto in alto…. ma non sento paura di quel nulla che ho intorno e che mi aspetta, sento la paura dell’inadeguatezza… poi Ginko, il direttore di lancio, ci guarda ad uno ad uno negli occhi… io non lo so se sono ancora un Parà o soltanto un uomo, ma lui si, credo che lui sappia già se qualcuno di noi esiterà, rinuncerà, o chissà cos’altro…

Poi arriva il meraviglioso grido: “PARA’!” e noi tutti rispondiamo tre volte in coro: “FOLGORE”!!

Il piccolo aereo in un istante si trasforma per me, in un C130 vecchio di trent’anni…. Ci stringiamo la mano, ci trasmettiamo senza parlare il nostro essere pronti, e all’improvviso Ginko apre una specie di piccola saracinesca e fuori è il vuoto…. “Uscite veloci” aveva detto prima dell’imbarco, “così vi lancio tutti insieme…” “ un minuto al lancio”…. Il primo alla porta…via! Il piccolo grande Domenico esce, esce un altro, un altro, un altro e all’improvviso sono verso il vuoto di quel portello aperto e sono fuori!

Due o tre secondi perché il paracadute si apra, e nel frattempo il senso di precipitare mi prende con una scossa che sembra che lo stomaco si abbracci stretto al cuore….e poi la pace…. la tranquillità del volo molto più lento, gestibile, rispetto a quello di tanti anni prima….. infatti arrivo morbido, preciso, quasi in piedi, faccio la capovolta a sinistra unicamente perché anche quella voglio provare a ripetere per la prima volta dopo un secolo…… e con il paracadute abbracciato stretto addosso, cammino verso il recupero e realizzo tutto… non ho esitato, sono stato reattivo, pronto, certo.

Sono stato addestrato per uscire nel vuoto quando avevo la vita davanti a me, non sapevo ancora cosa avrei fatto, con chi avrei dormito, quale lavoro avrei svolto, chi e cosa sarei diventato….nulla, ed ora che non mi aspetto più nient’altro, che ho vissuto tutto quanto avevo da vivere, esco allo stesso modo con trent’anni addosso, ma con la stessa leggerezza dei venti…. Sono ancora un parà, e non soltanto un uomo.  Ora lo so.

E’ stata una giornata di quelle che non si dimenticano più, con una sola piccola nuvola, la mancanza di alcuni parà che mi sono mancati in questo giorno speciale, e di cui non faccio i nomi per non sembrare cerimonioso, ma voi quattro sapete che mi riferisco a voi, e sapete anche quanto vi ringrazio, a voi e naturalmente a Domenico, perché questo salto dopo tanto tempo, l’ho fatto anche grazie a voi che mi avete dato la forza, lo stimolo e l’orgoglio, di essere ancora come  siete voi. Come siamo noi.

Ed ora più di prima posso dire che questo ve lo dico con tutto l’affetto del cuore, un po’ invecchiato, di un Parà.

Grazie, fratelli miei. Folgore!

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