FUNE DI VINCOLO

SI PRECISA CHE QUANTO ESPOSTO NEGLI ARTICOLI NON RAPPRESENTA, E NON PUÒ RAPPRESENTARE, NÈ LE POSIZIONI DELLA SEZIONE DI ROMA NÈ TANTOMENO QUELLE DELL'ASSOCIAZIONE, MA COSTITUISCONO MERAMENTE OPINIONI RIFERIBILI AL SOLO AUTORE.

Ma cosa sta succedendo?

Stiamo veramente vivendo un periodo storico nel quale sembra, a rigor di logica, che chi gestisce le sorti del pianeta abbia perso il lume della ragione. Il motivo? E’ alquanto semplice, ma arriviamoci per logica deduzione esaminando alcuni aspetti principali.

1 - Gli Stati Uniti creano guerre a difesa del dollaro sempre più svalutato dalla sua “moltiplicazione”.
2 - Gli Stati Uniti contrastano il desiderio di autonomia delle popolazioni russofone dell’Ucraina dell’est.
3 - L’Unione Europea non solo non dimostra un minimo di coesione e di autostima, ma è sempre più al servizio della Germania e degli Stati Uniti.
4 - Il Regno Unito tende a smarcarsi dall’U.E. per condividere gli interessi degli Stati Uniti.
5 - L’Europa è minacciata dall’aggressivo risveglio islamico tenuto finora a bada sia dalla guerra fredda che da varie dittature arabe.
6 - Gli Stati Uniti non sembrano preoccuparsi quanto necessario della crescita della potenza cinese, sua rivale geostrategica e vera insidia per la sua potenza.

1 - Quando fu introdotto l’euro quale valuta di scambio l’Iraq cominciò ad accettare questa nuova valuta per il pagamento del petrolio, mentre è il dollaro che deve regolare le transazioni di quella materia prima, così come da tempo concordato dagli U.S.A. con i paesi produttori al fine di garantirne il valore. La Libia s’impegnò nella creazione di una nuova moneta africana che avrebbe dovuto anche servire per le transazioni petrolifere in sostituzione del dollaro per i paesi aderenti. Sia l’azione della Libia che dell’Iraq avrebbero causato un forte crollo del valore del dollaro anche per l’effetto trainante di simili iniziative e quindi entrambi gli stati furono brutalmente eliminati quali “vere” entità statuali e ne vediamo le tristi conseguenza per l’Europa e non solo per lei, causate dalla difesa dei propri interessi da parte degli Stati Uniti.

2 - In molti paesi europei le minoranze all’interno dei vari Stati godono, a loro richiesta, di autonomie varie, vedi la Valle d’Aosta e l’Alto Adige in Italia o i Baschi in Spagna fino al punto di giungere ad un referendum su una possibile scissione della Scozia dal Regno Unito. Vastissime autonomie auto gestionali sono altresì previste in vari stati quali ad esempio la Repubblica Federale Tedesca o la Confederazione Elvetica, il Brasile o il Messico. Naturalmente agli ucraini la prerogativa di autogestione all’interno dello stato ucraino viene negata in nome di interessi stranieri, i quali si spingono nel sostenere un’assoluta unità gestionale ucraina fino a minacciare un intervento diretto.
Vale la pena sostenere l’imperialismo interno ucraino al servizio dello straniero intento ad umiliare la Russia e ad accaparrarsi le risorse energetiche ucraine?

3 - L’Unione Europea come al solito dimostra la sua inconsistenza aderendo ad una politica portata avanti nel nome interessi statunitensi che alla lunga non potranno che ritorcersi contro i paesi sulle due parti dell’Atlantico. Quale beneficio potrà mai trarre l’U.E. da sanzioni che non solo la danneggiano economicamente, ma che più durano e più favoriscono il vero antagonista mondiale degli Stati Uniti, ossia la Repubblica Popolare Cinese che grazie alle sanzioni stringe rapporti sempre più stretti con la Russia. Valga ad esempio l’accordo pluridecennale concluso tra i due vicini all’indomani dell’avvio delle sanzioni e che era in discussione da decenni. Quel mercato che adesso sta conquistando la Cina in Russia. Intanto nell’U.E., nel nome della libertà di imporre ad una minoranza ucraina di essere governata da chi non vuole, si aggrava una crisi economica sufficientemente pesante di per se stessa e non certo bisognosa di essere aggravata da scelte scellerate. Scellerate per tutta l’Europa e per gli Stati Uniti stessi. Intanto che le sanzioni alla Russia vengono prolungate altri stati inviano i loro prodotti in quel mercato che si è loro fortunatamente aperto. Sarà in futuro possibile recuperare quel mercato che ora hanno paesi come India, Brasile Marocco ed altri? Forse si, ma sarà difficile e costoso e nel frattempo le perdite corrono. Peraltro le sanzioni hanno efficacia se portate avanti intensificandole sempre più fino all’estremo, ossia alla guerra guerreggiata. L’Europa e gli Stati Uniti intendono arrivare a questo punto? Credo che nessuno degli attuali insulsi governanti intenda spingersi fino all’estremo, e allora che senso hanno queste sanzioni se non l’auto danneggiamento a lungo termine in quanto il danno non terminerà con la fine delle sanzioni, che speriamo prossima.

4 – Come il passato ha abbondantemente dimostrato, una volta lasciato alle spalle lo scontro sull’indipendenza degli Stati Uniti, la Gran Bretagna ha condiviso e condizionato regolarmente il comportamento statunitense ed anche nella questione sanzioni ne sposa talmente gli interessi da essere un forte assertore delle sanzioni alla Russia contribuendo a condizionare il comportamento dei paesi dell’U.E.. E nel far ciò minaccia di uscire dall’U.E. per via referendaria credendo che sarebbe più florida ancorata agli U.S.A. anziché al vecchio continente del quale è parte, anche se essendo isola si sente diversa.

5 – Con enorme incoscienza i paesi dell’U.E. e non solo, stanno subendo un’invasione islamica che nel giro di una generazione ne stravolgerà completamente la cultura ed il modo di vivere. Raramente si è potuto osservare nel corso dei millenni passati una tale indifferenza verso se stessi da parte di un così ampio numero di stati. Le invasioni non avvengono solamente per via di conquista militare, ma possono anche verificarsi, così come avviene in Europa, per il comportamento suicida dei governanti che non ignorano, o fanno finta di non vedere, come l’influsso di migranti stia modificando il modo di vita delle popolazioni autoctone. E non certo per il meglio. Come ho citato più volte i musulmani a tutti i livelli sostengono che l’Europa sarà invasa dall’utero dello loro donne, occupata con le leggi democratiche europee e governata con la loro legge: la sharia. Oltre l’80% dei migranti che giungono in Europa sono musulmani, così come quelli che a grosso costo andiamo insulsamente a recuperare in mare favorendo il crimine organizzato d’oltremare e i jihadisti che lo controlla ed asseconda. Siamo al limite della complicità e dell’intelligenza con il nemico. I musulmani non intendono integrarsi nella cultura dei paesi ospitanti e pertanto formano un nucleo distinto e ostile agli autoctoni, come insegna l’esperienza. Ciò ha possibilità di portare ad una guerra civile particolarmente sanguinosa come ci mostrano le vicende del medio oriente. Gli basta essere sunniti o shiiti per scannarsi, figuriamoci con i cristiani.
L’alternativa è che continuando di questo passo una volta che il partito islamico votato a massa da loro avrà vinto le elezioni avremo i tribunali shariatici che amministreranno le leggi previste dal Corano. Con questo andazzo succederà presto se non vi si porrà rimedio seriamente. Chi vuole vivere in Europa ne assuma gli usi e costumi o se ne vada. Purtroppo non si vede un simile coraggio da parte dei governi interessati che, addirittura come quello italiano, parlano di acquisto della cittadinanza in base allo ius soli con ciò accelerando il processo di islamizzazione delle nostra bella Patria. Ma questo merita uno scritto a parte.
Peraltro il comportamento del “governo europeo”, ossia della Commissione, è talmente fuori della realtà dei bisogni dei paesi europei che con le sue inopportune scelte ha dato l’avvio ad una corrente di euroscettici e ad un risorgere del nazionalismo. Questi sono modi di sentire delle popolazioni che si riflettono chiaramente nei seggi elettorali portando avanti partiti che propugnano o l’uscita dall’euro e o dall’Unione stessa. Presumibilmente il vero sentire di questi “euroscettici” è più volto ad una conservazione dell’U.E. ma con un sistema gestionale più volto alla corretta amministrazione che a scelte prevalentemente ideologiche o nell’interesse di un ristrettissimo gruppo di stati aderenti. Comunque non a scelte suicide come attualmente. Parimenti è sentito il desiderio di assumere un atteggiamento più euroconscio verso potenze straniere ed in particolare gli Stati Uniti.

6 – Esaminiamo quindi quali sono i veri pericoli e le autentiche sfide di questo millennio che gli Stati Uniti dovranno affrontare e vincere se intendono mantenere quella posizione di prestigio che detengono da oramai moltissimi decenni e che le hanno permesso di uscire vincitori dalla la Guerra Fredda.
La Russia, suo ex rivale, pur essendo uno stato di notevole potenza non è in grado di offuscare la grandezza degli U.S.A., così come è inverosimile che lo possano essere stati emergenti quali India e Brasile. Parimenti non potrà più esserlo il Giappone. Chi veramente è in grado di minare dalle fondamenta il prestigio e la potenza degli Stati Uniti è senza ombra di dubbio la Cina, e non solo da adesso. Infatti una Cina uscita malamente dal secondo conflitto mondiale ha condizionato fortemente la non vittoria degli Stati Uniti in Corea contribuendo al mantenimento della spartizione del paese ed acquisendo un relativo controllo della parte Nord. Parimenti ha contribuito alla sconfitta americana in Vietnam. Nel frattempo è riuscita politicamente a sconfiggere gli U.S.A. ottenendo per consenso degli altri stati il seggio permanente al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sottraendolo alla Cina Nazionalista fortemente sostenuta dagli americani. Grazie al suo surplus di esportazione ha potuto comprare buona parte del debito estero americano acquistando così una capacità ricattatoria sul dollaro. Con una politica economica lungimirante ha conquistato numerosi mercati, soprattutto in Africa dove la penetrazione cinese sta sostituendo quella europea e americana, prevalentemente nella parte orientale del continente una volta detto nero perché sconosciuto. La sua penetrazione commerciale ha anche risvolti geostrategici in quanto ciò le sta consentendo di acquisire basi navali che possono servire da appoggio a quella flotta blu che si sta lentamente formando e che presto potrà costituire un serio contrasto alla U.S. Navy. Stati quali il Giappone stanno abbandonando la loro politica di semplice autodifesa per dotarsi di sistemi d’ armi in grado di contrastare il potere cinese, sia in mare che in cielo.
Con questa pericolosissima minaccia incombente sul loro futuro gli Stati Uniti avviano uno scontro contro la Russia su una questione che su un piano strategico riveste un’importanza secondaria. Russia che per secoli ha avuto pessime relazioni con la Cina si vede nella situazione di ignorare quanti interessi la separino dal suo vicino grazie all’errata politica degli Stati Uniti, i quali avrebbero tutto l’interesse a far sì che la Russia sia suo alleato alle spalle della Cina. Scontro che oltre tutto favorisce l’estremismo islamico soprattutto contro l’Europa “indotta” ad adottare le sanzioni dannose principalmente a se stessa. Ma gli Stati Uniti si rendono conto che l’Europa ha una funzione essenziale nel suo sviluppo e nel mantenimento della sua grandezza?
Così stando la situazione appare evidente che il comportamento politico di chi detiene l’iniziativa dovrebbe essere ben diverso, sia per il suo proprio interesse a lungo termine, sia per la pace e sicurezza nel mondo. Speriamo che prima piuttosto che poi i gestori del potere lo comprendano.

da http://www.worldwebnews.it/

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