FUNE DI VINCOLO

SI PRECISA CHE QUANTO ESPOSTO NEGLI ARTICOLI NON RAPPRESENTA, E NON PUÒ RAPPRESENTARE, NÈ LE POSIZIONI DELLA SEZIONE DI ROMA NÈ TANTOMENO QUELLE DELL'ASSOCIAZIONE, MA COSTITUISCONO MERAMENTE OPINIONI RIFERIBILI AL SOLO AUTORE.

L'amicizia

Sentimento quasi religioso nella cultura della Antica Grecia e presso i Romani, l’amicizia è stata considerata, nel passato, alla stregua di un legame di sangue. L’amore della maggioranza si è, però, progressivamente raffreddato nel tempo rendendo quella amicizia sempre più rara. I vincoli alla base di questo sentimento si sono, difatti, resi sempre meno probabili per l’incontenibile avanzare di forze morali e spirituali  con valenza evidentemente contraria. La amicizia vera, significativa e permanente, ha quali elementi fondamentali la stima e il rispetto, qualità estranee al clima di irrequietezza e di sfiducia che caratterizzano la nostra società; una amicizia reale implica la assunzione di responsabilità, spirito di sacrificio, volontà di assistenza spirituale e materiale.

La grande maggioranza rifiuta oggi di essere , di assumere oneri, di condividere sofferenze. Gli individui preferiscono isolarsi nella propria aridità e rifugiarsi nell’egoismo. Triste realtà e segno dei tempi che non modificano, però, l’umano bisogno di collegarsi al proprio simile cui confidare pensieri, gioie, passioni. L’amico leale e sincero, è responsabile, degno di fiducia e presente anche quando non chiamato. Molti sono coloro che si sentono soli, separati o addirittura esclusi da altri per i quali provano, forse, ammirazione.

Altri perseverano nel coltivare amicizie “monouso” anche se ciò produce ferite dolorose la cui genesi resta però oscura. L’amicizia riconosce il proprio cardine principale nell’ altruismo e muove su di una strada a doppio senso. Strada difficile da percorrere anche da parte di quanti, seppure di animo nobile, ma introverso, tendono a rinchiudersi nel proprio mondo ristretto.  La ricerca di amici avviene per molti attraverso la esibizione di ricchezza : i piaceri che derivano dallo splendore e dallo sperpero di denaro. Come è scritto nel libro biblico dei proverbi “il ricco ha una infinità di amici” e “tutti sono amici di chi fa regali”.

Gli opportunisti si interessano per ciò che gli altri hanno da offrire e non per ciò che essi sono. Gli amici che possono essere comprati con il danaro o con l’adulazione non valgono, per piccola che sia quella spesa. Gli amici che abbiamo dicono molto sul genere di persona che siamo e il solo modo di avere un amico è quello di esserlo. Per riuscirci è necessario essere se stessi. Inutile, o peggio dannoso, indossare maschere per apparire di volta in volta distaccati, interessati, in una parola ipocriti.

E’ essenziale, invece, rispondendo a esigenze e impulsi immediati manifestare noi stessi, ricordando nella maniera più elementare come esista “un tempo per piangere e un tempo per ridere”. In difetto di ciò viene meno l’elemento essenziale necessario a garantire una stabilità inter-relazionale: la fiducia. Sentimento fondato, appunto, sulla affidabilità dell’individuo che in quanto tale diviene desiderabile e per ciò oggetto d’amore.

La vera amicizia scaturisce dall’amore perché è amore. Gli amici si parlano francamente, lealmente, aiutandosi a correggersi e migliorarsi, rafforzandosi a vicenda in ciò in cui sono deboli. Le qualità di onestà e correttezza di un vero amico corrispondono alla disponibilità di una seconda mente con la quale confrontare serenamente se stessi. Il vero amico non è solo leale, ma discreto, conosce i limiti  dei rispettivi territori che non invade ignorando, altresì, atteggiamenti possessivi. Gli amici, in tal modo, si comprendono a vicenda, percepiscono, anche nel subconscio, ciò che prova l’altro.

Per essere felice è necessario sentirsi utili e perciò apprezzati ed amati. Guardare ai nostri simili pensando a ciò che possiamo fare per loro anziché a ciò che essi possono fare per noi. Ciò eviterà innumeri, reciproche  delusioni. “L’orecchio è la strada del cuore” scrisse Voltaire e l’amico vero sa ascoltare e comprendere anche il nostro silenzio. La gioia condivisa con un amico è più grande così come dispiaceri e sofferenze diventano meno grossi con un amico a fianco. Avere veri amici contribuisce ad arricchirci interiormente e a darci gioia di vivere a prezzo di impegno e talvolta di qualche rischio. Il non avere amici costa, di certo, molto più perché rende la vita piatta, fatta di vuota solitudine.

Lelio

 

Amico

L’amico non tace e non rimane nell’ombra,
non si arrende e…….
……non ti abbandona nel momento del bisogno.

Beato chi conserva l’amicizia
quando la sofferenza diviene insopportabile.
Beato l’amico che crede nella tua verità
anche se questa fa male

Beato l’amico che sa apprezzare il sostegno
quando la serenità viene meno.

Adriano Tocchi

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