FUNE DI VINCOLO

SI PRECISA CHE QUANTO ESPOSTO NEGLI ARTICOLI NON RAPPRESENTA, E NON PUÒ RAPPRESENTARE, NÈ LE POSIZIONI DELLA SEZIONE DI ROMA NÈ TANTOMENO QUELLE DELL'ASSOCIAZIONE, MA COSTITUISCONO MERAMENTE OPINIONI RIFERIBILI AL SOLO AUTORE.

- “Falco 1”, stai a mo’ di Farinata degli Uberti -, cosi mi apostrofava sorridendo seriamente “Puma”, vedendomi ergere dalla cintola in su da una botola dell’ ”M 113”.

“Puma”, era, ed è, un Comandante eccezionale. Il Comandante.

Il nostro Comandante.

 

Il basco rosso reclinato con limpido cipiglio ed il fregio lucente e ammiccante, riassumevano intensamente entusiasmo, spessore, qualità: monito per i dubbiosi, esempio e dimora per i tenaci.

L’abituale ambito di riferimento, l’habitat responsabile, nel bene e nel male, dell’omeostasi, del “mileu  interieur“ dell’individuo, è la Società. Al suo assetto contingente, storicamente determinato, si imputa, però, oggi, pressoché invariabilmente la responsabilità di eventi di costume con caratteristiche di malaffare, pubblico e privato: madri che uccidono i figli, uomini che usano violenza alle donne perché non più accettati  quali compagni, madri che inducono e lucrano sulla prostituzione di figlie minorenni. In una parola di fatti che confliggono non solo e non tanto con i diversi codici fissati dagli uomini ma soprattutto con le leggi non scritte, saldamente impresse nei cuori e nelle menti dei nostri padri e da questi a noi trasmesse.

SABATO 14 GIUGNO 2014. Tutta l’Italia pallonara si riscopre patriottica per gli 11 che in Brasile stanno combattendo la guerra mondiale e non sa, o forse non tiene in alcun conto il fatto  che la FIGC ha rifiutato di mettere sulla maglia della nazionale il  “fiocchetto giallo”, per pavidità e per non compromettere accordi commerciali, oltretutto di dubbia liceità.

Lungo e faticoso è stato  il cammino dei “nostri ragazzi” verso il sacrificio,  irta di ostacoli creati dagli uomini e posti dalla natura la strada che ebbero a percorrere. Un sentiero ideale, però, che un giorno li condurrà tutti, meritatamente, sul grande viale della sola, vera, incontaminabile storia.

“Il mio onore si chiama fedeltà” era il motto delle Waffen-SS ed è un motto che, in genere, viene citato con tono molto positivo nella nostra comunità di paracadutisti. Al di là di come questo motto venne vissuto dal comandante della SS Himmler (che, al dunque finale, tradì il suo Fuhrer), la sua genesi però è di matrice illuministica, che si è poi innervata nella concezione dello stato che ne deriva, cioè quella nata dalla rivoluzione francese. Il nuovo stato ha la necessità di fidelizzare in modo completo, “totale” il cittadino perché tale stato, frutto della “Dea Ragione”,

Come Ufficiale ho avuto essenzialmente il dovere di assolvere alla responsabilità di comandare degli uomini, e questo compito credo abbia due principali direttrici: che essi stiano bene e che possano assolvere i loro compiti al meglio. Per ottenere i due obiettivi suddetti direi che è necessaria un po’ di empatia e tutto l’addestramento possibile, e nella mia piccola esperienza di comando mi sono stati affidati Ragazzi che, non certo grazie a me,

Non ci sono le luci del Natale
ma è già Dicembre
il mio.
E’ ora di rimpianti per il tempo lasciato vuoto...
Il tempo è scorso implacabile
sulla giovinezza,  sugli affetti,  sul coraggio.
E sono meno forte
ora che il buio della fine
rende più dura la lotta.

Piano, piano, quasi di soppiatto anche il 2013 sta volgendo al termine. Forse proprio nel tentativo di celare l’inesorabile fugacità del tempo, la nostra società colloca, in corrispondenza di questo periodo dell’anno, una serie di festività ravvicinate che ci fanno dimenticare lo scorrere dei giorni e ci proiettano fiduciosi verso ciò che sarà.

La manifestazione di sabato 23 novembre è davvero stata un intenso e sincero momento di fratellanza, di orgoglio e di affetto. I Paracadutisti d’Italia “racchiusi in quadrato fermissimo” hanno espresso al meglio quel loro anelito  del cuore teso ad immedesimarsi ed a soffrire con l’altro, mostrando parte di quelle loro peculiari

La giornata non promette niente di buono: nuvole nere si inseguono nel cielo. Ho appuntamento alle 7.30 con Annarita, la mamma di David Tobini. Quando arrivo, è già lì che aspetta con il  consueto sorriso. Carichiamo il suo sacco in macchina e via verso Tarquinia: le nuvole hanno completato con successo la loro gara, si sono raggiunte e saldate, rendendo il cielo denso, nero e basso, che sembra quasi di poterlo toccare. C’è traffico ed esiste concreto il rischio di fare tardi all’appuntamento. Comincia a piovere.

che l'ha conosciuta e avuta alle sue dipendenze.

L’AUSILIARIA S.A.F. VANDA BERTONI

Se il Capitano Bonola fu l'uomo giusto per risolvere i problemi di indole legale e aiutare i paracadutisti in prigione e Don Zinaghi l'uomo del Signore per lenire il dolore delle madri e rafforzare la fede, Vanda Bertoni, ausiliaria del S.A.F. nel 3° Btg., fu il cuore grande e generoso necessario per collegare, sostenere e aiutare tutti coloro che languivano nelle prigioni, soffrivano nella latitanza, pronta sempre a sensibilizzare quelli che erano rimasti fuori, spronarli affinchè offrissero il loro contributo di fede, di sostegno morale ed economico ai fratelli più sfortunati.

Riflessioni di una mattinata al Verano

16 giugno 2013: nel Cimitero del Verano avanza composto ed assorto, lungo il grande viale, il corteo dei partecipanti alla cerimonia che, come ogni anno, commemora i giovani caduti sul litorale laziale in quella lontana estate del ‘44.

Discorso del Presidente Adriano Tocchi - Roma 16 giugno 2013

Una fredda mattina del passato inverno, incoraggiato da un cielo sereno, mantenuto terso da una vigorosa tramontana, mentre assorto nei miei pensieri camminavo, senza una precisa meta nei viali di questo antico cimitero, i miei passi mi portarono qui. Proprio in questo luogo a noi tutti particolarmente caro. Di colpo fui assalito dal pensiero di oggi, delle parole che avrei detto a tutti voi, parole che vi lasciassero dentro un ricordo diverso di questo nostro ricorrente appuntamento. Mi fermai e sedetti a capo chino su quel muretto quasi a cercare un’ispirazione che tardava a raggiungermi.

Dice a se stesso

raccontando  di battaglie,

di progetti, pericoli, amori a venire

che  hanno i capelli neri,

di canzoni che scaldano l’animo

e fanno ombra alla paura.

Cerca il fuoco,  il futuro:

non si quieta fino all’alba,

rincorre   tracce

alla vaga luce dei fari, nel deserto .

Scosso si arresta.

Pace a chi ha il sonno del giovane: leggero.

Le nostre insegne a lui

che insegue la luce

nella  tempesta che suona.

Per fugare la paura.

La realtà emersa dalle recenti elezioni, configura una preoccupante situazione di impasse, di ingovernabilità, di frantumazione sociale e politica che aggrava il senso di disorientamento e di incertezza, la  sfiducia nelle istituzioni, la paralizzante paura del domani, già largamente diffusi tra i cittadini italiani prima della chiamata alle urne. Si era parlato di elezioni che avrebbero cambiato il futuro, senza pensare che già la campagna  elettorale era stata impostata sugli  schemi logori della contrapposizione in un ottica politica ormai superata,  niente di innovativo dunque ci si poteva aspettare su quel fronte.

Carissimi Paracadutisti, carissimi Soci,

essendo davvero da poco tempo “atterrato” nell'Associazione, mi corre l'obbligo, come suole dirsi in certe occasioni, di presentarmi brevemente a Voi tutti. Voglio subito ringraziare sentitamente per la fiducia che mi è stata conferita: il mio impegno cercherà di seguire, semplicemente, il solco dei Valori della Tradizione della “Folgore”, accanto a Uomini che a quei valori sono votati, e con i quali non potremo che lavorare con il massimo spirito di servizio, per il bene dei Paracadutisti militari e della Loro associazione.

"La pietra non ha alcuna speranza di essere altra cosa che una pietra. Ma collaborando, essa si unisce alle altre pietre e diviene villaggio".
Sir Makis

Grigio, limaccioso, solcato da onde ringhianti come muta di lupi, l’anno 2012 si è da poco acquietato sulle falde dell’invalicabile diga della propria fine. Oltre la diga, scomposti e stracciati dalle raffiche del vento, a guisa di instancabili procellarie, sono volati fogli di giornale a ricordare gli ultimi eventi dell’anno terminato e la tempesta di ieri che, perita solo a se stessa, è pronta come mitica Fenice a riproporsi con immutata violenza, madre di un futuro che non si preannuncia migliore.

L’attuale, ma cronica, crisi dello Stato è sostenuta e, prevalentemente, imputabile all’arrogante prepotenza di gruppi oligarchici e di munitissime lobbie  economiche. I primi, fuori ma ,soprattutto, dentro i partiti, impegnati nella ricerca di sempre maggiori spazi di potere e le seconde nel sottrarre risorse economiche a danno delle categorie più deboli. Ambedue accomunate da una condizione di instabilità delle posizioni raggiunte, sistematicamente messe in forse dagli avvicendamenti politici e dagli alternanti  squilibri economici.

Da più di due ore i “cammellieri” spingono la mandria dei fuoristrada su un accidentato percorso attraverso il deserto egiziano. Per non affogare nella nube di sabbia sollevata dai veicoli che ci precedono, i finestrini sono chiusi e non c’è condizionamento d’aria.

*Nel precedente articolo, “Ancora per una nuova associazione”, l'autore auspica l'apertura di un dialogo politico tra i soci. Questa nota, oltre a rappresentare un primo passo in tale direzione, vuol essere un invito a tutti coloro che frequentano il nostro sito a comunicare le proprie considerazioni su un tema che ci interessa tutti da vicino.

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